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Italien

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Article 1 – Manifestation anti-racisme

Una manifestazione colorata.

Slogan, striscioni e solidarietà: l’Italia scende in piazza per combattere il razzismo. Domenica a Milano circa tre mila persone si sono riunite a Piazza del Duomo in una giornata di sole e in un’atmosfera esplosiva.   

I manifestanti, armati con le loro banderuole e con i loro slogan, hanno gridato il loro smarrimento. Bianchi, neri, gialli, non importa il colore, tutti erano riuniti per lottare contro la discriminazione. Una manifestazione in cui si mescolavano i risi e la collera, dove il serio si mischiava all’ironia e in cui gli uomini lottavano insieme per uno stesso combatto.

Un problema storico

            Dagli anni sessanta, l’Italia è diventata progressivamente terra di immigrazione. Dagli anni novanta, questo fenomeno aumenta sempre di più e numerosi attacchi razzisti impediscono gli extra-comunitari di integrarsi correttamente. Per lottare contro essi, gli immigrati nonché gli italiani, hanno deciso di protestare e di manifestare in modo di cambiare le mentalità. Vittime di tante ingiustizie, gli immigrati rimangono esclusi dalla società italiana sia al livello del lavoro sia per quanto riguarda la possibilità di diventare un cittadino ordinario. Ciò che può essere difficile da capire in un paese che è stato, nel passato una terra di emigrazione.

Solidarietà ed uguaglianza.

            Oggi, Domenica, circa 3000 militanti si sono riuniti a Piazza del Duomo con uno slogan ripreso da tutti: “No al razzismo”. In effetti, per più di due ore, immigrati e italiani hanno camminato fianco a fianco per esprimere la loro collera. « Tu sei nero e io so’ bianco ma lottiamo fianco a fianco »ha gridato uno di loro. La manifestazione si è svolta senza problemi, anche se i carabinieri erano presenti, per la sicurezza. Qualche insulto hanno scoppiato però senza recare danno alla buona atmosfera che regnava fin’ora. Fu una manifestazione con lo scopo di abolire i pregiudizi, gli attacchi razzisti e le disparità.

            Dopo aver percorso parecchie strade di Milano, ognuno è tornato a casa con la speranza che evolvano le mentalità.

L.I

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Article 2 – Arbitrage Vidéo ou pas ?

Meno di imbrogli, piu di tecnologia

La mano di Thierry Henry all’epoca della partita contro l’Irlanda per le selezioni del Taglio del mondo, ha svegliato la polemica sull’arbitraggio video. Per? Contro? Il mondo del calcio è in crisi. Imbroglio, fortuna, quali soluzioni per evitare cosi?

 Da anni, i pareri sono divisi: arbitraggio video o non. La vittoria della Francia su un errore di arbitraggio rilancia il dibattito. L’opinione pubblica reagisce: bisogna trovare una soluzione. Proviamo a fare un giro di orizzonte sui mezzi possibili per ristabilire la pace nel mondo del calcio.

 L’arbitraggio video

 Si parla di ciò molto tempo da bene ma niente fa non ci. Il rugby ed il tennis l’hanno tuttavia molto integrato. Il calcio rimane lo sport più bloccato sulle nuove tecnologie. L’arbitraggio video sarebbe veramente un più ma dovrebbe essere limitato alle important’ errori per evitare un gioco troppo irregolare. I giocatori simulerebbero meno, il gioco sarebbe più intenso e gli errori volontari diminuirebbero certamente. Bene-sicuro che il calcio ha sempre funzionato sulla fortuna e l’accecamento momentaneo dell’arbitro ma i cambiamenti devono esistere, bisogna sapere evolversi.

 Linea avvertita 

 Per evitare i fuori gioco e sapere se gli errori erano o no nella zona di pénalty, delle linee sensibili ai movimenti umani potrebbero essere create. Ciò sarebbe ritrasmesso su un schermo visibile per il 4 arbitro. Come? Quando un giocatore che sarebbe munito di una piccola pulce, supera questa linea, il suo nome si iscrive sullo schermo del 4 arbitro. Così, questo ultimo vede chi ha superato in primo questa linea.

 Pallone arbitro

 Nello stesso principio, sarebbe possibile integrare un pallone capace di sentire quando c’è mano o non. I giocatori, per le pulci integrate alla loro attrezzatura, scatenerebbero un sistema molto sensibile al tattile che renderebbe il pallone rosso. Migliore che tutti, vede tutto, sente tutto. Il pallone che è l’oggetto di tutti i problemi ed il centro del gioco, non c’è migliore arbitro che egli.

 Tutte le soluzioni sono immaginabile per impedire il calcio di essere sporcato ma, bisogna rimanere sportivo. Una partita di calcio resta una partita di calcio : occorre della fortuna, della prudenza, essere furbo, strategico.  La tecnologia potrebbe evitare gli errori di arbitraggi e potrebbe sopprimere le simulazioni ma interromperebbe la partita e per la stessa opportunità, lo spettacolo.

L.I

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Interview – Immigrés

 

Nella pelle di un immigrato

Qual’è la sua storia? Perchè è venuto in Italia? Come è integrato? Tante dommande che restano senza risposte per molte persone…

 Si chiama Daniel, ha 48 anni, una moglie, 6 bambini, un lavoro, una casa… La differenza? È che non è italiano, Daniel viene dalla Romania. Ma questo si può veramente qualificare di differenza? Non si diventa italiano adattandosi alla cultura del paese?

 Un cuore, due paesi

 Proveniente da una famiglia povera, Daniel è allevato da sua madre in seguito al decesso di suo padre, morto quando aveva 6 anni. Dopo aver lavorato dall’età di 16 anni, decide, a 20 anni, di partire per cambiare vita. Dopo un passaggio in Austria, raggiunge l’Italia grazie all’ aiuto di suo fratello. Arrivato con un visto, ottiene fino alla fine dell’anno un permesso di soggiorno. Subito dopo il suo arrivo in Italia, si è sentito bene poiché secondo lui, la cultura italiana è molto simile alla cultura rumena. Certamente, tutto non è facile: la lingua e le norme di vita soprattutto.

Oggi, vive a Monfuma, città che non ha mai lasciato dal suo arrivo. Vive in una bella zona, si sente integrato ed i suoi bambini partecipano alla scuola pubblica. La cultura e l’istruzione che dà ai suoi bambini è quella del sistema italiano ma a casa, parlano rumeno. Per loro, il fatto di sentirsi bene nelle due culture sarà uno vantaggio che offrirà loro più opportunità di integrazione.

 Delle voci degradanti.

 La vita gli sembra bella ma da alcuni tempi, gli rumeni devono fronteggiare molti pregiudizi perchè alcuni sono colpevoli di crimini: rubbi, violenze… e nelle mentalità italiane, non ci sono differenze, tutti i Rumeni sono così. Queste voci sono il frutto di rappresaglie contro i Rumeni. Una situazione difficile a vivere per Daniel ed i suoi bambini che subiscono gli sguardi degli altri a scuola. Il più difficile è che non capiscono, gli sguardi sono cambiati mentre loro sono restati gli stessi.

 Nonostante, Daniel lo dice: se bisognerebbe ricominciare quello che ha fatto, rifarebbe tutto nello stesso modo. A volte è nostalgico quando pensa al suo paese però la sua vita è migliore in Italia.

  L.I

 

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2 Commentaires pour “Italien”


  1. Sarah L écrit:

    Ciao Lucile!
    Conosco quest’articoli! Spero di poter leggerne altri prestissimo!
    Baci

  2. mademoizl écrit:

    Merci ma Sarah ! Je ne crois pas qu’il y en aura d’autres, on est passé à la radio maintenant en italien ! Purée c’est pas simple l’oral ! :) Baci !


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